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mercato russo della carne

mercato russo della carne
Il primo dicembre 2012 la quantità di capi bovini nelle aziende di tutte le categorie in Russia era pari a 20,4 milioni, così come l'anno precedente. La riduzione stagionale in un mese era pari all'1,6%. L'indicatore ponderato per il periodo gennaio-novembre 2012 è risultato in 20,9 milioni di capi, ovvero lo 0,9% in più rispetto all'indicatore analogo dell'anno prima.
L'andamento è sì positivo, ma per ora non molto elevato: rispetto all'indicatore medio per il periodo gennaio-novembre del 2010, quello di quest'anno è del 2% inferiore. Nel settore si è osservato per troppo tempo un andamento negativo, per questo il processo di accrescimento degli indicatori di produzione scorre lentamente.

Il primo gennaio 2013 il numero di capi bovini nelle aziende di tutte le categorie, secondo una valutazione del Ministero delle Politiche Agricole della Federazione Russa, era pari a 20,1 milioni, ovvero il 99,9% rispetto al periodo analogo del 2012. La quantità di capi suini era pari a 18,6 milioni, ovvero il 107,7% rispetto al 2012, ovini e caprini erano pari a 24,4 milioni di capi, cioè il 106,5% e il pollame nelle aziende agricole era pari a 390,8 milioni di capi, vale a dire 105,9%.

Al termine dei primi 11 mesi del 2012, il volume delle importazioni di bestiame vivo era pari a 123,4 mila capi contro le 72,2 mila del periodo analogo dell'anno precedente. La quota principale dell'importazione è occupata dagli animali di razza: 117,5 mila capi. Gli acquisti sono legati allo sviluppo del settore e alla reintegrazione di una base di razzatori.

Nella Federazione Russa, dopo il periodo gennaio-novembre 2012, 822 mila tonnellate di bovini di peso vivo è stato mandato a macellare, vale a dire il 3,8% in più rispetto all'indicatore analogo del 2011. Un andamento negativo è stato rilevato solo in un distretto federale, quello degli Urali, dove l'indicatore è inferiore dell'1,9% rispetto all'anno prima e alla fine dei primi 11 mesi del 2012 era pari a 47,2 mila tonnellate. Sul podio si trovano il Distretto Federale Siberiano: 165,3 mila tonnellate (9,6% in più rispetto al 2011); Il Distretto Federale Centrale: 189 mila tonnellate (il 4,1% in più); Il Distretto Federale del Volga: 267,1 mila tonnellate (1,4% in più).

Dopo i primi 11 mesi del 2012 il volume delle consegne importate di carne bovina (senza contare i Paesi dell'Unione Doganale) era pari a 572,9 mila tonnellate, mentre l'anno prima l'indicatore era inferiore solamente dell'1%.

Nel novembre 2012 il prezzo medio dei bovini di peso vivo in Russia era pari a 74,4 rubli al chilo, il 9% in più rispetto all'anno precedente. Entro il novembre 2012 il listino prezzi è
aumentato del 3%.

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Nel corso del 2012 il prezzo di produzione del manzo (prezzo all'ingrosso) è aumentato del 17%, arrivando ad eguagliare, a metà dicembre, 197,78 rubli al chilo, mentre è aumentato del 7% il prezzo del pollo, arrivando a 96,57 rubli al chilo. È diminuito del 4,4% il prezzo all'ingrosso del maiale, arrivando a costare 166,83 rubli al chilo.

I prezzi di consumo sono aumentati su tutti i tipi di carne: dell'8,6% sul manzo, fino a 280,69 rubli al chilo, del 2,2% sul maiale, fino a 248,24 rubli al chilo e del 2,5% sul pollo, fino a 120,64 rubli al chilo.

Secondo una valutazione condotta dagli specialisti dell'Istituto per il Mercato Agricolo, nel 2013 non è prevista una brusca impennata dei prezzi sulla carne. Così, per esempio, il rincaro del maiale e del pollo avverrà sullo sfondo della diminuzione dei prezzi osservata in autunno e inizio inverno. La causa del calo potrebbe essere stata l'ingresso della Russia nell'OMC e la crescita delle importazioni. La carne di pollo alla fine dell'anno è diminuita di prezzo grazie ad un improvviso sviluppo del settore. I grandi produttori hanno accumulato avanzi di produzione nei magazzini e ciò ha portato ad un aumento dell'offerta a prezzi stracciati. Inoltre, sul mercato vi era una chiara sovrabbondanza di prodotto importato.

Nei primi 11 mesi del 2012 il volume della carne importata e dei sottoprodotti di carne era pari a 2,241 milioni di tonnellate, vale a dire il 6% in più rispetto all'indicatore analogo dell'anno precedente. La base delle importazioni è costituita da maiale, manzo e pollame. Il maiale fresco, refrigerato o congelato era pari al 30% dell'indicatore totale, ovvero 667,5 mila tonnellate.

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Rispetto all'indicatore dell'anno precedente, quello del 2012 era superiore del 9%. La quota del manzo nel volume totale della carne e dei sottoprodotti di carne importati è pari al 27%, ovvero 585,2 mila tonnellate. Rispetto all'indicatore del 2011 anche per tale gruppo si è osservato un andamento positivo, ma il ritmo è inferiore ed è pari al 3%. Ad aggiudicarsi il maggiore ritmo di crescita è il gruppo del pollame casereccio e dei suoi sottoprodotti : l'indicatore del 2012 supera del 16% quello del 2011. In tutto, tra gennaio e novembre 2012 in Russia sono state importate 423 mila tonnellate di carne di pollame (19%).

Una situazione interessante si è venuta a formare sul mercato della carne nel novembre del 2012. L'importazione di carne di manzo e di pollame si è ridotta. Così, in confronto al mese precedente, l'importazione di carne bovina è diminuita del 14%, fino a 51,1 mila tonnellate, mentre quella di pollame si è ridotta del 23%, fino a 41,2 mila tonnellate. Tuttavia non si è interrotta la crescita del volume delle importazioni di carne di maiale, che è iniziata nel settembre del 2012 in seguito all'entrata in vigore ufficiale delle condizioni previste dall'OMC. In novembre, rispetto al mese prima, è stato importato l'1% in più di carne di maiale, per la precisione 72,1 mila tonnellate. L'indicatore del novembre del 2012 era del 21% superiore all'indicatore analogo del 2011, mentre quello del periodo settembre-novembre 2012 ha superato del 30% l'ammontare delle importazioni di produzione straniera del periodo analogo del 2011, nel momento in cui il volume totale delle importazioni di maiale nel periodo gennaio-agosto 2012 era del 2% inferiore rispetto all'anno precedente.

Tra il gennaio e l'agosto 2012 anche le importazioni di manzo erano del 2% inferiori rispetto all'anno prima. E sebbene l'indicatore del novembre 2012 fosse dell'1% inferiore rispetto al 2011, il volume totale delle importazioni nel periodo tra agosto e novembre ha superato dell'11% l'indicatore analogo dell'anno precedente.

Le importazioni di carne di pollame fino a settembre erano superiori a quelle dell'anno prima. Così, il volume totale delle importazioni tra gennaio e agosto 2012 ha superato l'indicatore del 2011 del 14%. Le importazioni di pollame sul mercato russo tra settembre e novembre 2012 erano pari al 24% in più rispetto all'anno prima.

In generale i volumi di importazione di manzo tra gennaio e dicembre 2012 sono cresciuti del 4,3% rispetto al 2011, fino a 624,1 mila tonnellate, le importazioni di maiale sono aumentate del 10%, fino a 719,5 mila tonnellate e quelle di pollame del 16,3%, fino a 457 mila tonnellate.

Secondo i dati del portale Meatinfo.ru, a Mosca, dall'inizio di settembre all'inizio del dicembre 2012, i prezzi all'ingrosso sul maiale importato sono stati ribassati notevolmente: la ventresca con osso è diminuita di prezzo del 10% fino a un valore di 152,19 rubli al chilo, la scapola senz'osso è diminuita del 5%, fino a 161,1 rubli al chilo, il filetto senz'osso dell'1%, fino a 198,94 rubli al chilo.

Una situazione analoga si è avuta a San Pietroburgo. Sono diminuiti in maniera più significativa i prezzi della ventresca: del 13%, fino a 141,81 rubli al chilo. La scapola è diminuita di prezzo del 7%, fino a 156,47 rubli al chilo, mentre il filetto dell'1%, fino a 196,25 rubli al chilo.

Anche i prezzi annuali all'ingrosso del manzo hanno rivelato un notevole ribasso dei prezzi sia a Mosca che a San Pietroburgo. Così a Mosca, in un anno, le carcasse di produzione nazionale sono diminuite di prezzo del 10% entro l'inizio del dicembre del 2012, fino a 154,98 rubli al chilo. In questo periodo, a San Pietroburgo, il prezzo è sceso dell'11%, fino a 155,22 rubli al chilo. Anche la produzione importata ha rivelato un andamento negativo in un anno. A Mosca la carne di manzo importata è diminuita di prezzo del 6% fino a un valore di 193,63 rubli al chilo. Il prezzo della scapola è diminuito del 3%, fino a 202,38 rubli al chilo, quello del collo del 4%, fino a 193,3 rubli al chilo. Nella capitale del nord il prezzo all'ingrosso sul manzo importato è sceso del 9%, fino a 185,86 rubli al chilo, quello della scapola è sceso del 4%, fino a 193,33 rubli al chilo e quello del collo del 5%, fino a 186,6 rubli al chilo.