Da u'analisi della storia delle importazioni di olio di oliva in Russia emerge che alla fine degli anni Novanta – inizio del Duemila il mercato russo di questo prodotto si sviluppava a balzi, ogni tanto raddoppiando o addirittura triplicando i volumi delle importazioni.
Invece, nel 2008 le importazioni di olio di oliva in Russia sono diminuite rispetto a quanto registrato nel 2007 (meno 2% in termini quantitativi). Dopo la crisi del 2009, nel 2010 i volumi di importazioni di olio di oliva sono aumentati di nuovo del 65% in termini quantitativi. Lo scorso anno le importazioni hanno registrato una dinamica piuttosto moderata: nel 2011 le importazioni russe di olio di oliva di tutti i tipi sono aumentate rispetto al 2010 soltanto del 7% in termini quantitativi e soltanto dell'1% in termini di denaro.

Gli esperti russi sono d'accordo che nei prossimi anni il volume reale delle importazioni potrebbe crescere entro i limiti del 5-10% all'anno.
Una crescita così notevole delle importazioni nel 2010 rispetto al 2009 è stata causata dai seguenti fattori: il volume massimo delle importazioni in Russia di olio d'oliva è stato registrato nel 2007, e rispetto a questi livelli la crescita delle importazioni nel 2010 in termini quantitativi è stata solo del 36 per cento.

Nell'autunno del 2008, con l'avvicinarsi della crisi economica e finanziaria internazionale, è iniziato il declino delle importazioni, e alla fine, in confronto con il 2007, i volumi delle importazioni sono diminuiti del 2 per cento. Dal momento che la fascia di consumatori (agiati) che acquistano olio di oliva è stata colpita dalla crisi meno di altri settori, i consumatori di olio di oliva non si sono contratti in maniera evidente. Di conseguenza, il consumo di olio d'oliva in Russia non è diminuito, mentre le importazioni sono scese. Perciò alla fine del 2009 le riserve nei magazzini si sono praticamente esaurite. Sta di fatto che nel 2010 le importazioni oltre a soddisfare la fornitura di olio d'oliva per il consumo diretto sono servite per aumentare le scorte.
Nella struttura interna delle importazioni è aumentata la quota di olio di sansa di bassa qualità, acquistata dai ceti meno abbienti. E ciò evidenzia che i volumi di consumi pro capite di olio d'oliva non sono aumentati mentre è cresciuto il numero di consumatori. Inoltre è la domanda di olio da parte delle aziende dell'industria dei generi alimentari.
Comunque, neppure l'arrivo sul mercato russo di prodotti a basso costo, in primo luogo provenienti dai paesi africani, permetterà nell'immediato futuro all'olio di oliva di competere alla pari sul mercato russo con il più tradizionale olio di girasole.
I russi della terza età, cresciuti nell'era sovietica, continuano a percepire l'olio di oliva come un prodotto del tutto estraneo alla cucina e alla dieta russa.
Nonostante l'olio di oliva sia presente sul mercato russo da più di 10 anni, la popolarità di questo prodotto tipico della cucina Mediterranea rimane molto bassa tra la popolazione.

Nel 2010 il consumo medio annuo di olio di oliva in Russia è stato di 190 grammi per persona. Nel 2011 il consumo è cresciuto leggermente, salendo a 195-200 grammi per persona.
Il maggiore fornitore di olio di oliva sul mercato russo è la Spagna. i suoi produttori controllano il 55% delle esportazioni verso la Russia sia in termini quantitativi che in quelli di valore.
Il secondo maggiore esportatore di olio di oliva verso la Russia è l'Italia con il 26%. Al terzo posto si piazzano i produttori della Grecia.
Nel 2011 le esportazioni verso la Russia di olio di oliva extravergine sono state pari al 61% delle esportazioni totali (in termini di quantità) e sono arrivate al 68% in termini di valore.
La quota di olio di oliva raffinato è stata del 20% (quantità) e del 19% (denaro).
Le esportazioni verso la Russia di olio di sansa sono aumentate nel periodo 2001-2011 di 300 volte (nel 2011 il 19% del mercato in termini quantitativi e del 13% in termini di denaro).
Sul mercato russo sono presenti molti marchi di prodotti che non di rado appartengono allo stesso produttore.
