Attualmente nel mondo si conoscono oltre 700 diversi tipi di formaggio. La Russia si distingue dai Paesi europei per una tradizione del tutto sua riguardo il consumo di formaggio: questo alimento non rappresenta un piatto in sé stesso, ma piuttosto il componente di un panino, di una serie di insalate, di salse e così via.
Per i russi possono essere considerati “tradizionali e abituali” dei formaggi duri e quelli in salamoia, mentre in Europa godono di maggiore domanda i formaggi molli e ammuffiti.

Gli esperti definiscono il mercato del formaggio della Russia, come quello con buone prospettive di crescita e di sviluppo. Rispetto ai mercati europei in stallo, quello russo dispone di un notevole potenziale di crescita dei consumi che neppure la crisi finanziaria ha potuto danneggiare.
Nel 2010 il volume del mercato russo del formaggio è aumentato in termini di peso del 6,1% rispetto ai dati registrati nel 2009. Lo scorso anno in Russia sono state consumate 687mila tonnellate (secondo alcuni altri dati si è arrivati a 750mila tonnellate) di formaggi di vario tipo. Il mercato russo del formaggio apre ottime prospettive per i produttori stranieri: nel 2010 l’aumento dei consumi è avvenuto in primo luogo grazie all’aumento delle importazioni . Ciononostante, la produzione interna rappresenta ancora la parte principale del mercato: il volume della produzione di formaggi in Russia è stata di 388mila tonnellate.
I due terzi del mercato russo sono costituiti dai formaggi duri gialli. I formaggi fusi sono il 21,5% del mercato, mentre quelli molli bianchi il 12,4 per cento.
Le vendite di formaggi in Russia sono costantemente cresciute nel periodo 2006-2010. L’aumento dei prezzi del latte, avvenuto nel 2007, che di conseguenza ha inciso su quello dei formaggi di vario tipo non ha potuto fermare l’incremento dei consumi. Le vendite principali di formaggi si registrano nella regione Centrale della Russia

A causa di alcuni tratti particolari della base produttiva dell’industria russa del formaggio, quelli duri e semiduri vengono prodotti principalmente nella stagione primaverile ed estiva. In questo periodo, infatti, aumenta la produzione del latte e la materia prima costa molto meno.
Per quanto riguarda i formaggi fusi, la produzione in Russia raggiunge il suo punto più alto in due periodi dell’anno: tra gennaio e marzo e tra ottobre e dicembre, perché per la produzione di formaggi fusi si usano altri tipi di formaggi e grassi vegetali.
Attualmente in Russia operano 150 grandi caseifici, mentre le quote di mercato controllate dai maggiori produttori non supera il 2-3% del totale. Il maggiore produttore, la sussidiaria russa della finlandese Valio controlla il 4,1% del mercato.
Altre grandi società tra cui “Nevskie syry”, Wimm Bill Dann e Karat, controllano rispettivamente il 3,2%, il 2% e il 2,1% del mercato. Sul mercato operano moti piccoli e piccolissimi produttori. Le migliori opportunità di aumento della propria presenza sul mercato sono di Starodubskie Syry, Unimilk, Lactalis, Frico, Arla Foods.
La regione principale di produzione di formaggi in Russia e collocata sulle montagne di Altaj, Al secondo posto ci sono le regioni di Voronezh e di Mosca.
Il grado di concorrenza tra i produttori varia da settore a settore. Nel segmento dei formaggi gialli duri il tasso di consolidamento del mercato è ancora piuttosto basso. In questo settore la lotta principale si svolge tra i brand famosi e quelli meno conosciuti, sia della Russia che delle repubbliche dell’ex Unione Sovietica, in primo luogo Ucraina, Bielorussia e Paesi baltici (ora membri dell’Unione Europea).
Invece, i segmenti dei formaggi fusi e di quelli bianchi molli si distinguono per una maggiore strutturazione, essendoci già dei leader che controllano notevoli quote di mercato.
Il settore dei formaggio fusi è suddiviso tra la trojka composta da Hochland, Lactalis Group e la finlandese Valio Ltd. È molto ben posizionata è anche la società russa Karat. Nel settore dei formaggi bianchi molli le posizioni dominanti appartengono ai seguenti produttori: Arla Foods (Danimarca), Flechard S.A. (Frabcia), Hochland SE, Kaserei Champignon Hofmeister GmbH & Co. KG (Germania), Lactalis Group (Francia), Unilever (Gran Bretagna - Olanda), più le società russe «Ghiaghinskij» (Adygheja).
I produttori stranieri controllano il 37% del mercato russo. Più di 30 Paesi esportano formaggi verso la Russia. Il fornitore principale è la Germania, che controlla il 29% ovvero 73mila tonnellate delle importazioni russe.
La parte principale delle esportazioni dei formaggi verso la Russia è costituita dai formaggi duri dei tipi Gauda, Edamer, Chedder che rappresentano il 46% del volume complessivo delle importazioni. Al secondo posto (26%) si trovano i formaggi semi duri Tilziter e Butterkase.
Le importazioni dall’Ucraina costituiscono il 23% del totale, mentre la Finlandia fornisce la parte principale, ovvero il 78% dei formaggi fusi d’importazione.
Dal 2005 al 2011 le importazioni di formaggi in Russia sono aumentate da 251mila a 351mila tonnellate.
Secondo le previsioni degli esperti, entro il 2015 i consumi annui di formaggi in Russia aumenteranno da 6,4 chili a 7,5 chili.
Per i russi possono essere considerati “tradizionali e abituali” dei formaggi duri e quelli in salamoia, mentre in Europa godono di maggiore domanda i formaggi molli e ammuffiti.

Gli esperti definiscono il mercato del formaggio della Russia, come quello con buone prospettive di crescita e di sviluppo. Rispetto ai mercati europei in stallo, quello russo dispone di un notevole potenziale di crescita dei consumi che neppure la crisi finanziaria ha potuto danneggiare.
Nel 2010 il volume del mercato russo del formaggio è aumentato in termini di peso del 6,1% rispetto ai dati registrati nel 2009. Lo scorso anno in Russia sono state consumate 687mila tonnellate (secondo alcuni altri dati si è arrivati a 750mila tonnellate) di formaggi di vario tipo. Il mercato russo del formaggio apre ottime prospettive per i produttori stranieri: nel 2010 l’aumento dei consumi è avvenuto in primo luogo grazie all’aumento delle importazioni . Ciononostante, la produzione interna rappresenta ancora la parte principale del mercato: il volume della produzione di formaggi in Russia è stata di 388mila tonnellate.
I due terzi del mercato russo sono costituiti dai formaggi duri gialli. I formaggi fusi sono il 21,5% del mercato, mentre quelli molli bianchi il 12,4 per cento.
Le vendite di formaggi in Russia sono costantemente cresciute nel periodo 2006-2010. L’aumento dei prezzi del latte, avvenuto nel 2007, che di conseguenza ha inciso su quello dei formaggi di vario tipo non ha potuto fermare l’incremento dei consumi. Le vendite principali di formaggi si registrano nella regione Centrale della Russia

A causa di alcuni tratti particolari della base produttiva dell’industria russa del formaggio, quelli duri e semiduri vengono prodotti principalmente nella stagione primaverile ed estiva. In questo periodo, infatti, aumenta la produzione del latte e la materia prima costa molto meno.
Per quanto riguarda i formaggi fusi, la produzione in Russia raggiunge il suo punto più alto in due periodi dell’anno: tra gennaio e marzo e tra ottobre e dicembre, perché per la produzione di formaggi fusi si usano altri tipi di formaggi e grassi vegetali.Attualmente in Russia operano 150 grandi caseifici, mentre le quote di mercato controllate dai maggiori produttori non supera il 2-3% del totale. Il maggiore produttore, la sussidiaria russa della finlandese Valio controlla il 4,1% del mercato.
Altre grandi società tra cui “Nevskie syry”, Wimm Bill Dann e Karat, controllano rispettivamente il 3,2%, il 2% e il 2,1% del mercato. Sul mercato operano moti piccoli e piccolissimi produttori. Le migliori opportunità di aumento della propria presenza sul mercato sono di Starodubskie Syry, Unimilk, Lactalis, Frico, Arla Foods.
La regione principale di produzione di formaggi in Russia e collocata sulle montagne di Altaj, Al secondo posto ci sono le regioni di Voronezh e di Mosca.
Il grado di concorrenza tra i produttori varia da settore a settore. Nel segmento dei formaggi gialli duri il tasso di consolidamento del mercato è ancora piuttosto basso. In questo settore la lotta principale si svolge tra i brand famosi e quelli meno conosciuti, sia della Russia che delle repubbliche dell’ex Unione Sovietica, in primo luogo Ucraina, Bielorussia e Paesi baltici (ora membri dell’Unione Europea).
Invece, i segmenti dei formaggi fusi e di quelli bianchi molli si distinguono per una maggiore strutturazione, essendoci già dei leader che controllano notevoli quote di mercato.
Il settore dei formaggio fusi è suddiviso tra la trojka composta da Hochland, Lactalis Group e la finlandese Valio Ltd. È molto ben posizionata è anche la società russa Karat. Nel settore dei formaggi bianchi molli le posizioni dominanti appartengono ai seguenti produttori: Arla Foods (Danimarca), Flechard S.A. (Frabcia), Hochland SE, Kaserei Champignon Hofmeister GmbH & Co. KG (Germania), Lactalis Group (Francia), Unilever (Gran Bretagna - Olanda), più le società russe «Ghiaghinskij» (Adygheja).
I produttori stranieri controllano il 37% del mercato russo. Più di 30 Paesi esportano formaggi verso la Russia. Il fornitore principale è la Germania, che controlla il 29% ovvero 73mila tonnellate delle importazioni russe.
La parte principale delle esportazioni dei formaggi verso la Russia è costituita dai formaggi duri dei tipi Gauda, Edamer, Chedder che rappresentano il 46% del volume complessivo delle importazioni. Al secondo posto (26%) si trovano i formaggi semi duri Tilziter e Butterkase.
Le importazioni dall’Ucraina costituiscono il 23% del totale, mentre la Finlandia fornisce la parte principale, ovvero il 78% dei formaggi fusi d’importazione.
Dal 2005 al 2011 le importazioni di formaggi in Russia sono aumentate da 251mila a 351mila tonnellate.
Secondo le previsioni degli esperti, entro il 2015 i consumi annui di formaggi in Russia aumenteranno da 6,4 chili a 7,5 chili.
